| Scritto da Administrator | |||
| Mercoledì 12 Ottobre 2011 19:38 | |||
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Anteprima delle principali novità del 51° Salone Nautico di Genova!
Una vera e propria ”abbuffata” di immagini di gommoni di tutti i tipi e per tutti i gusti!
E’ stata questa anche quest’anno l’ ”anteprima Genova” che il Club Tecnomare ha offerto a tutti gli appassionati del settore venuti a vedere al club ciò che purtroppo non erano riusciti ad ammirare di persona alla nota kermesse nautica.
Una serata intensa che è servita non solo a “rifarsi gli occhi” ma anche per riflettere, osservando leproposte dei tanti cantieri, sul particolare momento traversato dal settore che, non è un mistero, vive una delle fasi più delicate del suo sviluppo. E’ indicativo al riguardo che quest’anno, e per la prima volta, uno dei tre padiglioni che ospitano le novità gommonautiche (il “D” per chi conosce la planimetria della fiera) è rimasto completamente chiuso, segno che alcuni dei nomi più noti del ramo hanno voluto, o non hanno potuto, prender parte a questa manifestazione che costituisce il palcoscenico più importante di tutta la produzione nazionale.
Per la precisione solo tre dei tanti che hanno disertato si sono presentati all’appuntamento e tra essi uno dei cantieri emergenti nel panorama italiano, quell’Alta Marea” di Palermo che negli ultimi anni ha visto via via crescere l’interesse e l’apprezzamento del pubblico per i propri prodotti. Alla domanda “quali tendenze si sono potute notare tra le novità di quest’anno” rispondiamo anzitutto che le proposte anche dei marchi più noti non sono state numerose: solo cinque maxi-rib (battelli dai 9,50 m. in su) hanno distinto l’offerta e tanti sono stati solo la riedizione aggiornata di modelli precedenti.
Più consistente, fatte le debite proporzioni, il numero delle novità nella fascia medio-alta (dai 5,50 m. a salire) con lay-out sempre più ricercati, linee morbide, soluzioni di funzionalità sempre migliori Gusti, si dirà, o solo modi si attirare l’attenzione salvo poi convenire con gli acquirenti su colori più tradizionali e più adeguati a questi mezzi. Ma ciò che ha fatto piacere osservare è invece il numero crescente di modelli – e di cantieri – che si accostano ai sistemi più moderni di costruzione e ci riferiamo alle carene alle coperte realizzate “sotto vuoto” o se preferite con i cosiddetti sistemi di infusione, ci riferiamo ai gavoni interamente gelcottati, al riempimento degli spazi tra carena e coperta con poliuretano espanso per aumentare l’inaffondabilità e perfino all’uso di fibre naturali componibili con resine epossidiche per rispettare i canoni ecologici. E’ questa, sembra, la strada che tutti ritengono di intraprendere in futuro nella costruzione dei propri mezzi con indubbi vantaggi sul piano della loro sicurezza, della durata e della praticità di utilizzo e di manutenzione . Ben vengano uindi se l’impegno per questi miglioramenti non si trasferirà sui prezzi di vendita che già pesano sulle tasche sempre più leggere di noi appassionati (non si sono visti incoraggiamenti sensibili nei listini per la stagione nautica 2012), obiettivo da raggiungere certo con difficoltà ma non impossibile magari sfrondando l’offerta di abbellimenti e/o accessori dei modelli che poco aggiungono al confort di bordo e nulla a una buona navigazione.. Foto e testi di Umberto Trapani
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 17:54 |










e, ci è parso, una predilezione verso colori scuri non tanto della parte gommata quanto della vetroresina (nero, blu e perfino testa di loro) in alcuni casi trattata con vernici metallizzate (per i pochi che se le possono permettere). 
